Zėŋōfōbìå

12 maggio 2009

Quale linguaggio rende i programmatori felici?

Filed under: informatica — Tag: — Zeno @ 14:12

E’ il Perl, con il 60% degli utenti soddisfatti.
Almeno stando all’articolo di DoloresLab che tramite un’analisi dei commenti ai linguaggi estratti da twitter riesce a estrarre delle statistiche.

Se queste siano significative non saprei dirlo: in effetti è uno spoglio democratico, niente viene detto sulla capacità di discernere di chi posta il messaggio.

Parlare bene o male di un linguaggio è soprattutto un atto sociale, più che tecnico. Forse è della comunità dei linguaggi che si parla.
Se così fosse non avrei nessuna difficoltà a credere che le comunità del Perl e di Haskell siano più accoglienti di quelle del C#.

E’ opportuno comparare questi risultati con quelli di LangPop e con quelli di Tiobe, se non altro per vedere che è difficile trarre delle conclusioni definitive.

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7 commenti »

  1. sono d’accordo sulla rilevanza piu` sociale che tecnica di un giudizio di questo genere.
    sono meno d’accordo sulla rilevanza di risultati come quello Tiobe.
    sono molto d’accordo sull’importanza di attenersi a questo motto il piu` possibile: http://www.flickr.com/photos/mirod/200428767/ :)
    (dannaz zeno, ma un blog dove si possa lasciare un messaggio senza fare un altro account?)

    larsen

    Commento di g2-67f1108eabf701ed53b05a875e3d8203 — 12 maggio 2009 @ 14:31

  2. E di Langpop che ne dici? Sembra essere più significativo di Tiobe,se non altro perché usa approcci diversi tra loro. Peccato non facciano una classifica mensile approvata dalla http://www.snai.it!

    A prescindere dalla rilevanza tecnica dell’approccio di questi siti, trovo che si possa usare questi strumenti per avere una visione più chiara della situazione del mercato.

    Se non ci interessasse il mercato, probabilmente, scriveremmo molto più in lisp e in haskell piuttosto che in C e in Java.

    (L’account serve a fare in modo che di solito commenti solo JP. ;)

    Commento di Fabrizio — 12 maggio 2009 @ 15:44

  3. LOL! (Grazie per la fiducia) :D

    Personalmente questo genere di sondaggio (intendo “linguaggio e felicità”) mi pare un po’ tirato, direi un po’ troppo soggettivo.

    Inoltre combinare C/C++/C#/ObjC mi pare voler falsare i risultati: a parte la sintassi, in qualche modo ereditata dal primo, metterli insieme per me non ha senso.

    Avrei capito C/C++ messi insieme, ma gli altri due? Inoltre, vista la presenza nell’elenco di C#, sarebbe stato più logico accorpare per coerenza anche Java. Sbaglio?

    Ciau!

    JP

    PS #1 (provocazione): Perl è il linguaggio che rende più felici i programmatori? Ma stiamo scherzando? Non c’è nulla di meno deterministico di quel linguaggio (il principio di minima sorpresa tende a farmi ammattire, specie quando devo leggere il codice di qualcuno che ne abusa)! Mille modi di fare le cose (e ognuno le fa alla sua maniera)!

    Ci credo che piace e, quindi, rende felici: non devi sbatterti a capire le cose. Puoi scrivere le cose quasi a caso e lui si sforza di far andare le cose. Quale altro linguaggio osa tanto? I libri tecnici su Perl si dilungano in pagine e pagine per spiegare la “flessibilità” d’uso: io la chiamo in un altro modo…

    Attendo fiducioso che esca Perl 6: finalmente qualcosa di buono all’orizzonte!).

    PS #2: “template metaprogramming in C++” => se trovate qualcosa di più figo fatemelo sapere. Mi rende “estasiato” (e il C++0x permette di salire ancora più in alto…), altro che “felice”… :D

    Commento di jp — 14 maggio 2009 @ 12:54

  4. Combinare C/C++/C#/ObjC è sicuramente una leggerezza.

    @ PS#1: Occhio all’uso della parola “deterministico”. Probabilmente volevi dire TMTOWTDI. :-)
    @ PS#2: Brainfuck? ;-)
    Adesso prova a pensare al Perl come un metalinguaggio. E’ sufficientemente espressivo da poter permettere, praticamente per ogni problema, di definire un sottolinguaggio. Una scelta di stile, personale. Non voglio entrare nella questione “industriale”, vorrei limitarmi a parlare della felicità del programmatore. Io ho lasciato Perl alla versione 4, ne parlo male, ma mi incuriosisce, per questi aspetti. Se non altro perché due tra i veri programmatori che conosco usano Perl. :-)

    Commento di Fabrizio — 14 maggio 2009 @ 13:18

  5. Sì, ok, il termine “deterministico” è impreciso: non è che il Perl faccia o permetta cose a caso…

    Non è la sintassi a farmelo odiare, ispirata per motivi storici ai linguaggi di scripting di shell. Non è nemmeno una qualche limitazione su quello che si può fare: a distanza di eoni dall’introduzione, Perl ha praticamente da sempre tutto quello che si può chiedere ad un linguaggio e talvolta anche di più (cfr. ad esempio il libro gratuito Higher Order Perl).

    Quello che proprio non sopporto è però la sua essenza, il “principio di minima sorpresa”, che percepisco come un atteggiamento da sbruffone (“ga pense mi”), come qualcosa di implicitamente lassista (questo è il termine giusto).

    Come detto, attendo fiducioso Perl 6

    Ciau!

    Commento di jp — 14 maggio 2009 @ 16:23

  6. @jp Credo che quello che non sopporti e` il principio TMTOWTDI gia` citato da Fabrizio, e non il Principio di minima sorpresa (altrimenti detto Principle of Least Astonishment), che anzi a detta di molti detrattori non dovrebbe essere proprio il punto di forza di Perl (“Non riesco a capire un accidente! E invece usando $altro_linguaggio dopo 10 minuti ero gia` produttivo!”).
    Per quanto riguarda TMTOWTDI, non implica che non devi capire le cose, ne` che uno scellerato possa a mettersi a scrivere codice a casaccio fiducioso nel fatto che perl ci mettera` una pezza: anzi, nella maggior parte di questi casi — e questa e` una delle ragioni per cui Perl secondo me non e` adatto come linguaggio didattico — l’errore provocato tirera` in ballo svariati concetti e nozioni di fronte ai quali il programmatore scellerato di cui sopra sicuramente rimarra` molto astonished

    Commento di g2-67f1108eabf701ed53b05a875e3d8203 — 17 maggio 2009 @ 16:02

  7. Veramente ho visto codice Perl che funziona “perchè ha funzionato alla prima”, non so se mi spiego… :P

    Cito il principio perchè ho avuto un sussulto quando ho letto le svariate pagine sull’argomento di questo libro.

    Non so voi ma mi meraviglio se posso fare le cose in così tanti modi che per forza ne azzecco uno. La meraviglia non sta nel fatto che Perl cerchi apparentemente di far andare le cose, quanto nel tempo che poi ci metto io a capire perchè me le ha fatte passare lisce…

    Ciau! ^^

    Commento di jp — 18 maggio 2009 @ 19:43


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